Italy, manifesto di Mino Delle Site per ENIT - 1955

Il viaggio della Dirce: dalla memoria al turismo responsabile

La lunga storia della Dirce è fatta di incontri con luoghi e persone, e con le loro memorie. Tracce di passato raccolte, restituite e condivise, “riusate” per raccontare il territorio alle comunità locali e ai turisti. Il percorso della Dirce visto da Annalisa Spalazzi, tra i coordinatori del Festival It.a.ca’ e dal 2016 collaboratrice del Dircefoglio

 

Ho “incontrato” laDirce tre anni fa, alla nostra (sia mia che sua) prima riunione per IT.A.CÀ – Migranti e Viaggiatori, il festival del turismo responsabile.
Quando ci siamo incontrate, laDirce non era ancora un progetto di turismo responsabile, ma ne ha acquisito la consapevolezza col tempo, un po’ come quando i fiori primaverili degli alberi lasciano lo spazio ai frutti per accogliere l’estate, pronti per essere mangiati, vellutati, invitanti, pieni di sapore.

Le radici ben salde nella memoria e nella valorizzazione dei borghi, i rami costruiti con le “cene in famiglia” e con il percorso realizzato con l’associazione Storiememorie. La sbocciata presa di coscienza di essere parte di un progetto più radicato che mette al centro la comunità e il desiderio di crescere ancora, con i propri valori e abbracciando la filosofia alla base del turismo responsabile. È questa l’immagine che ho impressa nella mente quando penso al primo incontro con la laDirce.
E come le stagioni che portano sempre qualcosa di nuovo, laDirce ha messo a frutto gli anni di esperienza nelle relazioni e nella ricerca tra i borghi della propria memoria ed è ora pronta a trasportare quegli stessi valori attraverso un progetto di turismo responsabile.

LaDirce abbraccia i principi del turismo sostenibile, perché nasce dal prendersi cura dei propri luoghi. È per sua stessa natura un prodotto di turismo di comunità, fatto di partecipazione, condivisione e rispetto, e la sua filosofia è quella del turismo responsabile. E forse, è proprio la realizzazione di quel trait-d’union che dimostra come questi tre aspetti siano tra loro intersecati e complementari e come solo se presi insieme possono trasformarsi in un contenuto forte più delle sue stesse radici.

Non a caso, il primo anno del Foglio di Storie e memorie verrà presentato durante IT.A.CA’ a Rimini, il 20 settembre, proprio in quell’evento che l’ha aiutata a crescere in questo percorso di conoscenza di sé e delle proprie potenzialità. Un prodotto letterario che si fa turismo, e finalmente, un frutto di quelli che lascia la dolcezza in bocca, il desiderio di volerne ancora e la curiosità di scoprire da quale albero proviene.
Non ci resta ora che partire alla scoperta dei luoghi che laDirce ha raccontato, unendo memoria, esperienza e immaginazione.

Annalisa Spalazzi

 

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Italy, manifesto di Mino Delle Site per ENIT, 1955

Annalisa SpalazziAnnalisa Spalazzi. Da un piccolo paese dell’Appennino marchigiano al mare della Romagna, per arrivare alla cosmopolita Bruxelles. Una carriera sempre work in progress. Il turismo sostenibile per lo sviluppo locale come percorso e obiettivo. E in tasca, le passioni e le tradizioni, tra cui laDirce: un colpo di fulmine trasformato in un piccolo, ma grande progetto.