Rio Salso, la Casa di Fabio Tombari e Angela Busetto

Crocevia della luce. La casa del Rio

Angela Busetto Tombari, il genius loci

Per più di quarant’anni siamo stati come una grande famigliaLiliana Ondedei è la moglie di Dorino, figlia di Emma Pagnoni e Gino. Sono nata a Pontevecchio, poco più su, ma sono cresciuta qui, insieme con Maria; mio padre lavorava per Mario Busetto e quando l’Angela e Fabio vennero ad abitare al Rio divenne custode della casa. Mia madre aiutava l’Angela in cucina e nelle faccende domestiche. Hanno vissuto insieme più d’una vita, sempre dandosi del ‘Lei’. Nella proprietà di Rio Salso abitavano anche i contadini di Mario Busetto, Maria e Gigi Giamprini con i loro figli.
La famiglia Generali è originaria di Montecalvo in Foglia (Monte del Tesoro la località, ed evoca leggende vicine a quelle richiamate da Montelevecchie, oggi Belvedere Fogliense di Tavullia, sopra Rio Salso): il nonno materno di Dorino e Giorgio era Marco Ceccarelli, el tintor, (1876-1958), qui noto ancor oggi per le sue stampe a ruggine. Dopo una vita trascorsa tra i motori, dalle trebbiatrici alle auto ‘truccate’ per le Mille Miglia, Dorino è insieme con Giorgio da molti anni titolare di un autosalone nato dall’officina fondata dal padre Livio, situato proprio di fronte alla casa dei Busetto.

Papà era lo scrittore, l’artista, e mamma teneva i cordoni della borsa, ma mancando totalmente di razionalità, sembrava sempre che fossimo poveri malgrado la campagna e lo stipendio di papà. Sono cresciuta a pane e filosofia (Maria Tombari, gennaio 2001).

Rio Salso - la casa di Fabio Tombari
Rio Salso di Mondaino. La cucina della casa di Fabio Tombari (fotografia C. Ortolani, Aprile 2011).

L’Angela che corregge le bozze con teutonico zelo; l’Angela che amorevolmente organizza la giornata di Fabio e ne tiene la corrispondenza; l’Angela, che accompagna Fabio a riconoscere l’orizzonte della filosofia: non è qui il caso di tornare sull’apporto del raffinato ingegno di Angela Busetto all’opera del marito (testimoniato per esempio da Sandro Piscaglia in T come Tombari, Fabio, 2001).  Donna di gran carattere ed eleganza antica, Angela si era ritagliata al Rio la parte che più sentiva corrisponderle: per Fabio una vera e propria compagna, che alla letteratura affiancava (anteponeva?) la sapienza di chi conosce i fiori (le rose dell’Angela!), sa rammendare, intrecciare fili (lavorava sempre a maglia: maglioni, sì, ma anche vestiti, cravatte per Fabio) e, come vera castellana, conosce l’arte di guarire – non solo con le erbe, delle cui virtù era esperta.
Cucinava, anche, prosegue Liliana: da brava veneta il riso con le patate, poi le mele cotte, le marmellate. Certo, anche la pasta, le tagliatelle per esempio, ma quelle di solito le faceva mia madre. Il Venerdì qui al Rio da sempre c’è il mercato: lei comprava qualcosa in ogni bancarella: Tutti devono vivere, diceva.

Sciroppo di rose

Le sue specialità erano la cotognata, la limonata (una volta abbiamo anche allestito un chiosco per venderla lungo la strada, insieme con i figli della Maria!), ma soprattutto lo sciroppo di rose, che diluiva con acqua fredda per offrirlo agli ospiti, specie d’estate radunati all’ombra dell’ippocastano. Davvero le si illuminano gli occhi quando torna agli anni trascorsi con la Famiglia Tombari: Lucia Generali, figlia di Liliana e Dorino, è forse più di tutti qui al Rio fedele al ricordo di nonno Fabio e nonna Angela. A lei, cauta adolescente, il tempo ha riservato l’emozione di toccare con mano le parole dell’ultimo Tombari prima che fossero fissate nella pagina stampata, quasi a sbirciare nell’officina creativa del grande scrittore. Ormai anziani, nonno Fabio dettava all’Angela poi io, che all’epoca me la cavavo piuttosto bene con la macchina da scrivere, ricopiavo la prima bozza da inviare all’editore, sempre sotto la supervisione dell’Angela. Di solito lavoravano la mattina, guai a chi fiatava, quando scrivevano. Lucia, il cui nome è segnato sullo stipite della porta che misurava i progressi nella statura dei bimbi di casa insieme con quelli di Giovanni, Anna ed Elena, figli di Maria ed Ettore Puglisi, rivede di Fabio l’umorismo, l’impazienza nella curiosità, anche una certa ruvidità. Era una persona piuttosto appartata, come se dopo un po’ sentisse il bisogno di ritirarsi. Era l’Angela a intrattenere le persone (Angelotta, la chiamava lui), e Maria, la loro figlia purtroppo mancata qualche anno fa, ha ereditato questa sua infinita capacità di accoglienza.

Dopo pranzo si cantava l’opera, riprende Lucia riecheggiando una presenza forte tra le pagine tombariane; con la nonna Angela ho trascorso anche tante serate divertentissime davanti alla tv, un apparecchio piccolo che avevano nella sala del camino, a guardare Sandra e Raimondo, oppure le commedie di Macario.

L’Angela, vestita dei prediletti bianco, blu, azzurro, i suoi mobili smaltati di rosso. L’Angela col cerchietto a trattenere i capelli candidi. L’Angela, che – sorride ancora Liliana – non credeva ai microbi. L’Angela, la cui eredità più preziosa è in quelle bucce di mandarino il cui profumo saliva per la casa dalla stufa di coccio, nel presepe allestito dentro il camino, nella coppa lavadita che – probabilmente unica in tutta Rio Salso – passava tra i commensali a fine pasto. L’Angela, che non chiudeva le ultime lettere (alcune delle quali deliziosamente istoriate) senza un pensiero per gli abitanti del Rio. Un lascito di attenzione e di rispetto, quello dell’Angela, che risponde all’essenza della casa, e nel quale la pagina di Fabio si traduce tuttora in quotidiana verità.

Lui non andava mai a dormire senza aver guardato le stelle. La mattina, la prima cosa che faceva era camminare scalzo sull’erba, per prender vigore dalla rugiada (Lucia Generali, 2011).

La meridiana, incurante dell’ora legale, segna le quattro del pomeriggio. L’aria è fresca di Aprile. Anche le ragnatele restituiscono la luce, tra le pietre e i legni degli infissi.

Cristina Ortolani

 

Il testo e le immagini sono apparsi per la prima volta su “Promemoria” n. 2

Grazie ancora una volta alla Famiglia Generali per aver condiviso con noi i ricordi su Angela e Fabio

 

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