Doppia Panna La Suissa

Tra Proust e Perec, memorie in libertà, da “Promemoria” 0, 2010

I ‘mi ricordo’ pubblicati sul numero 0 di “Promemoria” (Primavera 2010)

Mi ricordo le caramelle di panna, avvolte nella carta bianca e azzurra, che mi dava mia nonna Pina.
Mi ricordo quando andavo a scuola e “studiare è il tuo lavoro”.
Mi ricordo una scamiciata a scacchi bianchi e lavanda, con una margherita applicata davanti, comprata da Fiordelmondo a Pesaro (il signor Ettore, che faccia severa!, la signora Giuliana, sembrava la fata Smemorina, e poi c’era la commessa Pupa).

Cristina Ortolani, Pesaro

Mi ricordo il sapore del pane.
Mi ricordo la difficoltà per imparare a tenere il ditale.

Alessandra Bonci, Montemaggiore al Metauro

 

Mi ricordo l’estate degli aeroplanini di carta. Tutti i giorni con Gianluca a inventare una piegatura nuova per quelli “a missile” e per quelli da planata, e poi sul balcone, tirarli nel cortile della scuola. Tutto il pomeriggio così, un mese intero.  A Settembre, il cortile era ancora tappezzato di bianco.

Walter Vannini, Pesaro

 

Mi ricordo la scampagnata del I Maggio, Festa dei lavoratori, e la mangiata sdraiati sulle coperte sui prati di lumachén e di garagoj. Noi bambini giocavamo con i gusci vuoti sull’erba…

Sabina Cardinali, Pesaro

 

Mi ricordo la mia prima supplenza presso l’Istituto Tecnico Industriale di Forlì il 3 Febbraio del 1970.  Avevo una classe composta di 33 alunni. L’insegnamento in una classe1 C composta da 25 ragazze presso l’ITIS “E. Mattei” di Urbino verso la fine degli anni Ottanta del ‘900.
La prima radio portatile (Philips) regalatami da mio padre in prima media.
La bellezza, il fascino, la grandiosità dell’Arsenale di Venezia.

Sandro Tontardini, Colbordolo

 

Mi ricordo una fiaccolata femminista in piazza del Popolo, a Pesaro, e gli uomini che chiedevano… ma cosa vorranno queste…?!!!

Giovanna Mulazzani, Gabicce Mare

 

Mi ricordo gli alberi di Paulownie, di cui ora ne è rimasto solo uno, vicino all’Hotel Vittoria, a Pesaro.
Mi ricordo che, nell’immediato dopoguerra, tornati dallo sfollamento, abbiamo fatto tutti la vaccinazione antivaiolo nella casa Michetti in via Branca, nella grande stanza d’ingresso sul ballatoio. Anche io c’ero!

Maria Teresa Badioli (1923 – 2010), Pesaro

 

Mi ricordo quando si andava al cinema con cinquemila lire e il cono gelato più grande ne costava millecinquecento.

Francesca Onorato, Pesaro

 

Mi ricordo quando da bambino vivevo in campagna, ricordo la pace e la serenità di quei momenti, ricordo che tutte le sere alle otto cercavo mia madre perché volevo vedere il carosello stando seduto sulle sue ginocchia, ricordo che avevo dieci anni la prima volta che vidi una busta di latte… perché ero abituato a quello appena munto nella stalla di mio padre, ricordo le merende con la panzanella, le foto all’asilo dentro l’uovo di Pasqua, l’odore del pompelmo della maestra Giombini e la mia classe di soli sei bambini. Ricordo, ricordo con gioia queste cose perché mi hanno insegnato a vivere…

Giorgio Aguzzi, Fossombrone

 

Mi ricordo l’acqua gelida della fontana; mi ricordo i giochi nella vecchia Simca del babbo; mi ricordo il lunghissimo viale alberato che portava al fiume; mi ricordo l’immenso camino nella sala da pranzo.

Luca Lucarini, Colbordolo

 

Mi ricordo il primo libro che ho letto, Il piccolo principe, regalo di non so quale parente.
Mi ricordo il mio primo paio di scarpe con il tacco, erano alte solo 3 cm ma mi sentivo una gran stangona.

Elisa Giangolini, Monteciccardo

 

Mi ricordo di quando ho detto al prete: all’asilo dalle suore non vengo più, perché i bagni sono tutti zozzati, i coconi poco sugati e la minestra tutto brodo.

Maria Grazia Nardini, Fano

 

Ricordo la prima volta che sono entrata a una riunione del Partito Comunista della mia città, in Ucraina. Avevo un tailleur verde.

Ania Onufrash, Pesaro

Ricordo lo scoppio della prima guerra del Golfo. Le riprese televisive dei bombardamenti notturni sembravano sequenze di un video gioco.
Ricordo una gita scolastica delle elementari presso lo Zoo di Pistoia al cui ingresso uno scimpanzè dava il Benvenuto ai visitatori con una stretta di mano.

Federico Goffi, Sant’Angelo in Lizzola

Mi ricordo i miei nonni. Con mio nonno paterno andavo alle Feste dell’Unità e ho un ricordo nitido di quella del 1984. Vedevo da ogni parte manifesti con il volto di un uomo e a un certo punto chiesi: Chi è nonno quello lì?. È un uomo perbene – mi rispose – che è stato sempre dalla parte dei più deboli. Quell’uomo era Enrico Berlinguer e per me è stato una sorta di imprinting politico.
Mio nonno materno, invece, mi portava spesso a fare passeggiate in bici, io stavo sulla canna e lui guidava e mi parlava. Ero un ragazzino appena, quando un giorno mi disse che per il popolo, la gente umile, l’unico modo per affermarsi è lo studio. Il sapere come riscatto sociale.

Matteo Ricci, Pesaro

 

Ricordo la gioia del primo goal ufficiale! Avevo 11 anni e il campionato era quello dei “pulcini”. Mi sentivo in paradiso, ogni mio sogno si era avverato! Ero un vero calciatore, avevo segnato un goal!

Moreno Bordoni, Pesaro

 

Mi ricordo il saggio di danza al cinema teatro Nuovo Fiore in estate. E il rito dell’acconciatura: la mamma che mi raccoglieva i capelli, tiratissimi, con la spazzola bagnata; le forcine, la retina, la lacca e – da ultimo – la coroncina con i fiori bianchi.
E poi, il percorso a piedi fino al teatro, per le vie del centro, con il tutù dentro il sacco trasparente su una spalla, accompagnata dal corteo dei parenti, mentre mi pavoneggiavo dall’alto dei miei sette anni.

Simona Ortolani, Pesaro

 

Se Guccini ricorda in una splendida canzone (Stagioni) il triste giorno in cui arrivò la notizia della morte di Ernesto Guevara Lynch detto il Che, io ricordo le bandiere della (allora) Cecoslovacchia, non in tv che era in bianconero, ma riprodotte qua e là in alcune piazze e avrei capito solo anni dopo il significato di quelle riproduzioni.
Ricordo anche un periodo in cui di domenica non si girava in macchina per via dell’austerity e ho assaporato quelle giornate di silenzio automobilistico soltanto quando l’anno scorso per il Giro d’Italia, per la tappa a cronometro Pesaro – Urbino i nostri paesi furono chiusi al traffico.
Ricordo anche quando in tv c’erano quiz seri in cui la gente doveva presentarsi studiando, letteralmente studiando (vedi Rischiatutto), e si assisteva a tribune elettorali con politici di grande spessore culturale e di grande esperienza.
A casa mia, per chiari motivi politici, si attendeva con attenzione l’invito al voto di un uomo magro, con poco sorriso (oggi fan tutti a gara a chi fa ridere di più), rigoroso nelle parole e nei comportamenti, che scomparve improvvisamente in una fine primavera del 1984.

Guido Formica, Sant’Angelo in Lizzola

 

Mi ricordo da bambino le vacanze, l’estate, la spiaggia ed il sorgere del sole, tutto rosso, dalle acque dell’Adriatico.

Antonello de Berardinis, Pesaro

 

Mi ricordo quando io e mio fratello guardavamo Mazinga Zeta sul divano.
Mi ricordo quando alle elementari io e le mie amichette giocavamo all’elastico.
Mi ricordo i panini con la nutella alle quattro in punto.
Mi ricordo le caramelline all’orzo che vendeva Learco.

Laura Macchini, Tavullia

 

La mia mamma l’ha sentita da sua mamma che l’ha sentita da sua mamma… Sapa ben, sapa mel | sapa ben in tel cavdèl* | s’el padron al ven a veda | tal cavdèl us met da seda (*inizio o fine del rettangolo di terra; solco diritto dal voc. Romagnolo).
Il senso: fa’ come vuoi, ma zappa bene all’inizio e alla fine del campo, perché se viene a vedere il padrone si ferma all’inizio e non si inoltra.
Mi ricordo che mio padre amava ricordare a noi figlie che fu proprio il periodo più brutto della vita, quello della prigionia di guerra, a regalargli uno dei doni più belli: l’Amico fraterno di Candelara. Ciao Attilio.
Mi ricordo che mi piaceva tanto l’odore della matita (Fila 2) quando ‘facevo la punta’ che la consumavo tutta a forza di temperarla. E la tentazione continua…

Simonetta Bastianelli, Gabicce Mare

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