Stella cometa 2017

Inventario del Natale

Prodigi quotidiani e minuti piaceri della festa più festa dell’anno: ancora una volta è magico il Natale della Dirce

 

Allegramente fedele alla tradizione laDirce celebra il suo secondo Natale intorno alla tavola, con un “inventario” delle piccole cose che continuano ad ammantare di magia la festa più festa dell’anno. Un Natale domestico, animato dalle voci elettrizzate dei piccoli, con i ‘grandi’ indaffarati tra la cucina e il soggiorno (no, non “il living-room”), la partita a scalaquaranta dopo un pranzo sempre troppo abbondante ma di larga soddisfazione insomma, il bistrattato ma insostituibile, caro Natale casalingo.
Intorno alla zuppiera fumante (ricolma di cappelletti fragranti di noce moscata per chi ama i dettagli) il paginone centrale ospita le voci e i sapori di questo Natale in famiglia: il presepe, la lettera a Babbo Natale, l’attesa – di Gesù Bambino e sì, anche dei doni da scartare – e poi i parenti, croce e delizia di ogni tavolata festiva che si rispetti.

Poco lontano da casa scintillano a Rimini le luci del restaurato cinema Fulgor, carico di suggestioni nel suo stile “romagnol-hollywoodiano” disegnato da Dante Ferretti, scenografo di origini maceratesi tre volte Oscar. Pare di vederla, la Gradisca, con il cappottino rosso delle grandi occasioni incedere vispa lungo il Corso dell’immaginifica Rimini felliniana, più vera del vero per il racconto dei ricordi.

Infine la tenera cartolina dell’expat, che lontana da casa ritrova il profumo del Natale nei dolci della tradizione. Come nei film arriverà carica di pacchetti proprio un attimo prima di mettersi a tavola, portando con sé l’allure di chi si sente ormai cittadina del mondo (da qualche tempo vive a Bruxelles) ma si scioglie davanti al tiramisù all’ananas preparato secondo la ricetta della nonna.

Illuminato dalla stella cometa di cartone con la porporina (no, non “i glitter”) e dagli addobbi di vetro il “Dircefoglio” del Natale 2017 ha però al cuore ancora una volta un luogo di semplicità, silenzio e condivisione. Dopo la sosta nel monastero di Bose del 2016 abbiamo scelto il convento francescano del Beato Sante di Mombaroccio, “scrigno” di prodigi quotidiani dove è quasi tangibile la forza umile del nobile che sette secoli fa vestì la tonaca sulle orme di san Francesco d’Assisi, e come lui tra i tanti miracoli ammansì il lupo feroce.

Presto torneremo a lavorare sui temi consueti. Ma per Natale ci prendiamo una pausa e ci godiamo i minuti piaceri del nostro album di famiglia, una volta tanto felicemente dimentichi dei rischi della nostalgia. Provate a fare altrettanto, immergendovi nei ricordi alla ricerca dei piccoli momenti che danno sale alla vita. Vedrete, è un gioco piacevole e per niente futile, soprattutto – se affrontato con levità – lascia un ottimo e persistente sapore, capace di rischiarare anche la più grigia delle giornate.
Buon Natale e buon anno,

Cristina Ortolani
e laDirce

 

Dircefoglio n. 6, pagina 1