Ave Ninchi - A tavola alle 7

Dolci d’autunno. Il bostrengo con Ave Ninchi

Sa di autunno, di tempi antichi, ed è il tipico dolce che oggi potremmo preparare con gli avanzi: ogni famiglia ha la sua ricetta, che come sempre succede gira intorno ad alcuni ingredienti fissi.
Caratteristico del Montefeltro, conosce innumerevoli varianti lungo tutte le Marche: intorno a Urbino lo chiamano bostrengo, ma se appena si scende verso Ancona diventa “pistingu” (“frustingu” a Macerata), mentre dalla parte della Romagna, verso Forlì-Cesena, troviamo il “burlengo” o, di nuovo, il “bostreng”.
Più ricca ed elaborata – dicono gli storici – la versione dedicata alla festa della Madonna di Loreto (10 dicembre), secondo una tradizione particolarmente radicata a Sant’Angelo in Vado.
Prima di correre in cucina per sperimentare la ricetta vadese (in fondo alla pagina), però, gustatevi una clip da A tavola alle 7 (1975), dove la grande Ave Ninchi, nata ad Ancona il 14 dicembre 1915 (Cento e cento di questi anni, Ave!), brillante e modernissima cuciniera televisiva, illustra insieme con la “casalinga di turno”, il Bostrengo di Apecchio.

 

Il Bostrengo di Sant’Angelo in Vado

Ingredienti per 6/8 persone
600 gr. di riso lessato
1/2 l di latte
250 gr. di pane grattugiato
200 gr di zucchero
150 gr di fichi secchi
150 gr di cioccolato fondente
50 gr di cacao amaro
100 gr di uva sultanina
50 gr di mandorle sgusciate e spellate
5/6 gherigli di noci
3 uova
1 bicchierino di rhum o mistrà
1 arancia
La buccia grattugiata di un limone
Sale
Burro per la teglia

Facoltativo
Zucchero al velo per guarnire

La nota in più
In sostituzione di una parte di pane grattugiato potete utilizzare dei biscotti secchi sbriciolati (briciole piuttosto consistenti), avendo l’accortezza di diminuire la quantità di zucchero per evitare che il bostrengo sia troppo dolce.
Altre varianti prevedono l’uso di pinoli al posto delle noci.

Preparazione
Ponete l’uvetta ad ammollare in poca acqua tiepida e scaldate il forno a 180 °C.
Lessate il riso nell’acqua, e scolatelo piuttosto al dente.
Tritate grossolanamente il cioccolato; fate lo stesso con le mandorle, le noci e i fichi secchi.
Scaldate il latte.
Grattugiate la buccia di mezza arancia e tagliate la buccia dell’altra metà a striscioline sottili, scartando il bianco (l’operazione riesce più facile e veloce se ci si serve di un rigalimoni).
In una ciotola capiente mescolate il riso lessato con il latte e lo zucchero; incorporate le uova leggermente battute con una forchetta e aggiungete il cacao, il cioccolato, e, mano a mano, tutti gli altri ingredienti, compreso un pizzico di sale.
Mescolate bene e versate il composto nella teglia imburrata e infarinata, e infornate a 180 °C fino a che il dolce sarà solidificato.
Lasciare raffreddare il bostrengo e tagliatelo a pezzi quadrati; se vi piace, servitelo spolverizzato di zucchero al velo.

laDirce lo offre ai propri ospiti accompagnato da un bicchierino di vinsanto (fatto in casa), di mistrà o, per gli intenditori che prediligono i contrasti, di visner, il vino di visciole originario della zona di Pergola.

Il bostrengo

 

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