Bruxelles Natale

Bruxelles, un Natale da ‘expat’

Una vita al centro del mondo, alla ricerca del tempo perduto tra i dolci di Natale: laDirce segue Annalisa Spalazzi nella sua trasferta da expat a Bruxelles, per assaporare i mille profumi della festa più amata dell’anno

 

Il lavoro a volte porta lontani. Però quando si è lontani, si riscopre l’importanza delle tradizioni e delle feste. A Bruxelles vivono persone da 180 paesi diversi del Mondo, praticamente un crocevia di tradizioni e culture.
I mercatini di Natale sono già arrivati in città, nell’aria il profumo dei waffle e della cioccolata scalda il cielo grigio. La Grand-Place è incredibilmente bella con le luci natalizie. Le vie, così colorate e vive, con musica, bancarelle di ogni tipo, eventi e celebrazioni, mettono serenità.
Vago tra le bancarelle alla ricerca del dolce più tipico della tradizione belga. Non è facile trovarlo, nel crocevia di culture di Bruxelles. Una signora mi indica gli speculoos, dei burrosissimi biscotti alla cannella che si regalano ai bambini per l’arrivo di “Saint Nicolas” il 6 dicembre. Ma la mia attenzione viene attirata da lui, il bûche de Noël, un dolce che racchiude l’essenza stessa della città: un tronchetto che unisce la tradizione della Francia, del Belgio, della Svizzera fino al Québec, al Nouveau-Brunswick, al Vietnam e al Libano e rappresenta la celebrazione del solstizio d’inverno. Decido di comprarlo e mangiarlo con la mia nuova famiglia di “expat”.
La domenica sera, sedute intorno al tavolo con la cioccolata calda e il misterioso bûche de Noël, ci raccontiamo il viaggio che faremo per andare a casa e i dolci che ci aspettano per Natale.

Biscotti di Natale

Maria e Paula, da Malaga all’Asturia, attraversando tutta la Spagna, condivideranno i polvorones, dei dolci dalla consistenza “sbriciolosa” con strutto e mandorle. Marcela non andrà a Brasilia, troppo lontana, e ci racconta di quanto le mancheranno le rabanadas. Le sue parole hanno la stessa dolcezza di questi dolci fritti alla cannella che profumano di Brasile solo ad immaginarli.
Martina a Cassino, in Italia, tornerà per trovare i mostaccioli, dei biscotti a forma romboidale e i roccocò, simili a ciambelle, entrambi con le mandorle e il cioccolato. Sorride pensando al padre e a quanti ne hanno mangiati insieme nella loro vita. Un dolce che ha il sapore degli abbracci della famiglia.
Alana, che è cresciuta a Sidney, della sua infanzia ricorda la Pavlova, un dolce appariscente a base di meringa, panna e frutta. Esattamente come si potrebbe immaginare un dolce di Natale in Australia!
Finito il viaggio del Mondo, penso a casa mia, alle tradizioni sempre rivisitate, alle attese. Penso ai biscotti per Babbo Natale, alle crostate con la ricotta e al tiramisù all’ananas che prepareremo con mia cognata e le mie nipotine. Che poi di tradizionale, non hanno proprio nulla.
Ma è una tradizione mia, nostra, costruita nel tempo e che per me racchiude il sapore di casa, quello unico che non trovo qui da “expat” a Bruxelles, dove c’è il mondo, ma non è mai come essere a casa.

Annalisa Spalazzi

 

 


Annalisa SpalazziAnnalisa Spalazzi. Da un piccolo paese dell’Appennino marchigiano al mare della Romagna, per arrivare alla cosmopolita Bruxelles. Una carriera sempre work in progress. Il turismo sostenibile per lo sviluppo locale come percorso e obiettivo. E in tasca, le passioni e le tradizioni, tra cui laDirce: un colpo di fulmine trasformato in un piccolo, ma grande progetto.

 

Immagini: www.brussels.bePixabay